Fratelli d’Italia: reclusione per gli eco-attivisti che imbrattano gli edifici

Fratelli d’Italia ha presentato un disegno di legge che prevede il carcere da sei mesi a tre anni per chi deturpa oppure imbratta edifici pubblici, di culto e/o tutelati come beni culturali.

Fratelli d’Italia contro Ultima Generazione: carcere per gli eco-attivisti

Il partito di Giorgia Meloni ha messo a punto un disegno di legge che intende punire severamente chi deturpa oppure imbratta gli edifici pubblici, di culto e/o considerati beni culturali da tutelare. La proposta legislativa di Fratelli d’Italia sembra essere – neanche velatamente – indirizzata agli eco-attivisti del movimento Ultima Generazione.

Nelle ultime settimane, i giovani di Ultima Generazioni si sono resi protagonisti di alcuni gesti di protesta eclatanti, che hanno scosso l’opinione pubblica. Alcuni bersagli degli eco-attivisti sono stati la sede del Senato (Palazzo Madama), Palazzo Vecchio a Firenze e più di recente la fontana della Barcaccia in piazza di Spagna (Roma).

La forma di eco-attivismo che prevede di imbrattare edifici dall’elevato valore storico e/o culturale non è una prerogativa esclusivamente italiana. Anche in altri paesi del mondo si susseguono proteste di questo genere, che riguardano non soltanto gli edifici ma anche le opere d’arte.

DDL di Fratelli d’Italia: cosa prevede

Il disegno di legge presentato da Fratelli d’Italia e firmato in primis dal senatore Marco Lisei, prevede innanzitutto il divieto di avvicinarsi agli edifici sottoposti a tutela per un periodo che varia da sei mesi ad un anno. A dover mantenere una distanza di minimo 10 metri saranno coloro che hanno riportato denunce oppure sono stati condannati (seppure in via non definitiva) per danneggiamento volontario di beni culturali e/o per vandalismo. La multa per i trasgressori può ammontare dai 500 ai 1000 euro.

Inoltre, si prevede la reclusione da sei mesi a tre anni per chi si rende colpevole di aver deturpato oppure imbrattato edifici pubblici, edifici di culto e/o edifici tutelati in quanto beni culturali.

Si deve comunque considerare che il reato di danneggiamento già esiste, ed è anche stato contestato ai giovani di Ultima Generazione. Tuttavia, tale reato non sussiste poiché gli eco-attivisti utilizzano soltanto vernici ecologiche che possono essere facilmente lavate via. In altre parole, le loro azioni non arrecano danni permanenti agli edifici, trattasi di proteste finalizzate a sensibilizzare l’opinione pubblica e far riflettere sulla necessità di prestare la dovuta attenzione all’ambiente. E, a proposito di vernici ecologiche, si potrebbe iniziare dall’integrazione di materiali ecocompatibili per la costruzione delle città del futuro.

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