Flavio Insinna, dal successo alla malattia invalidante: deve la sua vita a lui

Flavio Insinna lontano dalla TV: dopo il successo l’ha colpito una malattia invalidante e deve la sua vita a lui.

Flavio Insinna è un attore noto principalmente per aver interpretato il carabiniere Flavio Anceschi nella fiction Rai “Don Matteo” con Terence Hill. È rimasto nel cast per ben 5 stagioni e da quel momento si è fatto amare dal pubblico televisivo. Anche se era alla sua prima esperienza televisiva importante, la carriera di Flavio Insinna è stata lunga e fortunata, soprattutto al cinema, diretto da grandi registi.

Flavio Insinna: dal successo alla malattia invalidante
Flavio Insinna ha vissuto un momento oscuro per via di una malattia invalidante – giornalesocial.it

Così, il passaggio alla televisione come conduttore è stato molto semplice. Già molto amato, ha affascinato con la sua dialettica e la sua cultura. Fra le trasmissioni che ha condotto e che hanno portato il pubblico ad affezionarsi a lui ci sono “L’Eredità” e “Affari Tuoi”. Non solo il successo: Flavio Insinna ha vissuto un momento oscuro per via di una malattia invalidante che l’ha colpito e l’ha messo a terra e con cui ancora combatte a volte.

Flavio Insinna: la malattia che l’ha colpito e chi l’ha salvato

Flavio Insinna è nato a Roma nel 1965 e ha frequentato il liceo classico. In un primo momento ha provato ad entrare nell’Arma dei Carabinieri, senza riuscirsi. Nel 1990 si è iscritto alla scuola di recitazione e poi si è diplomato al Laboratorio di esercitazione sceniche di Gigi Proietti.

Flavio Insinna: il momento oscuro che ha vissuto
Flavio Insinna ha sofferto di depressione in passato e suo padre l’ha salvato invitandolo a curarsi (ansafoto) – giornalesocial.it

In un’intervista da Daria Bignardi nel programma “Le invasioni barbariche”, Flavio Insinna non ha parlato solo dei momenti belli e di successo ma anche delle difficoltà che ha dovuto affrontare come la malattia che l’ha colpito, la depressione, che l’ha portato anche ad allontanarsi dalla socialità. A salvarlo è stato suo padre che l’ha subito invitato a curarsi ed anche se ne è uscito e ora si sente molto meglio, a volte deve ancora farci i conti.

L’attore e conduttore ha dichiarato: “C’è chi dice che se hai il graffio nell’anima o fai lo psicanalista o fai l’attore. Io oggi ho imparato a volere bene alla vita e a essere allegro senza motivo”. Un altro momento difficile è stato quello della morte di suo padre che l’ha portato a decidere di fermarsi per un po’, non per elaborare il lutto ma per rabbia, come lui stesso ha dichiarato. In pochi potrebbero pensare che una persona così gioviale, divertente, sempre con il sorriso, abbia avuto in passato un momento oscuro dovuto ad una malattia che ogni anno colpisce migliaia di persone. 

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