Chi c’era, chi l’ha vista, non l’ha dimenticata. Sono passati 20 anni da quel 27 giugno 1998, stadio Vélodrome di Marsiglia, in campo si sfidano Italia e Norvegia negli ottavi di finale di Coppa del Mondo. L’Italia è una squadra di talento, difesa invalicabile, centrocampo di sostanza e quella coppia lì davanti, Baggio-Del Piero, che fa venire i brividi a pensarci. Ma i due non sono mai stati compatibili in campo, dove cominciava l’uno finiva l’altro, s’incontravano solo al momento del cambio, appunto.

Al 18′ del primo tempo un ottimo Di Biagio lancia Vieri nello spazio per un inserimento studiato spesso in allenamento. Il bomber aggancia, entra in area e infila il portiere sul secondo palo. È fatta, si va ai quarti a sfidare i cugini francesi. Purtroppo tutti sanno come finì quella storia: nel dualismo tra Baggio e Del Piero alla fine fu il Mondiale di Vieri che realizzò 5 gol in 4 gare, il goleador c’era ma non avendo mai decifrato chi fosse la mezzapunta più adatta in quel momento la nazionale uscì ai rigori dopo una sterile partita con i futuri campioni del mondo del ‘98: la Francia.

Quella sfida contro la Norvegia, seppur pregna di tutti i segnali che lasciavano presagire il destino amaro della partita successiva, illuse e fece sognare come sempre accade quando si vince un match durante la rassegna iridata. Eppure qualcuno quel giorno gioì, e a giusta ragione: tutti quelli che puntarono sulla vittoria della Nazionale in quel match, appunto, il primo della storia a poter essere quotato legalmente in Italia.

Da allora tutto è cambiato tranne la passione degli italiani per il calcio e le scommesse sportive. I protagonisti di quella partita hanno tutti appeso gli scarpini al chiodo, ma non prima di aver condotto delle grandi carriere. Quella delle scommesse invece fu una rapida ascensione che, a guardar bene la situazione attuale, probabilmente non è ancora cessata. Dai pronostici piazzati per via telematica al web e i palinsesti complementari, oggi la voglia di scommettere è tale che il calcio giocato non basta più e sono stati introdotti i fantasy match il cui risultato viene deciso da un algoritmo matematico.

Il calcio è stato integrato da un’offerta sempre più focalizzata sugli altri sport fino ad arrivare alla copertura di quasi tutte le discipline e tutte le tipologie di scommessa immaginabili. Le scommesse sportive vantano un volume di gioco che nel 2017 ha sfiorato i 10 miliardi di euro, esattamente 1,3 miliardi di raccolta netta (escluse le vincite ridistribuite). Un mercato che vede equipararsi parte on line e off line con un’ampissima presenza di sale gioco su tutto il territorio italiano.

Una raccolta che rappresenta il 10% circa del più ampio mercato dell’azzardo in Italia. Il settore trainante è quello composto da slot e videopoker fisici, apparecchi posizionati in sale da gioco, locali specializzati ma anche bar e alberghi. Ai 100 miliardi di euro di raccolta totale contribuisce anche il gioco online, bingo, ippica, lotterie, anche se la vera frontiera è stata spalancata portando i classici da casinò sui portali dei maggiori operatori di gioco: poker, roulette, slot, VLT tutto anche in versione mobile. In pratica si può giocare sempre, ovunque, e seguendo delle attenzioni minime, anche in totale sicurezza.

Ovviamente non solo il volume di gioco è aumentato ma si è andato allungando anche l’elenco dei giocatori compulsivi. In virtù di una situazione che ha causato molti casi limite, il nuovo governo Lega-5 Stelle ha deciso di varare un provvedimento contro il gioco d’azzardo negando, nel contesto del più ampio Decreto Dignità, la possibilità per gli operatori del settore di pubblicizzare il gioco d’azzardo o stipulare contratti di sponsorizzazione. L’obiettivo è frenare la ludopatia e non creare nuovi giovani giocatori.

Le polemiche si sono manifestate in un attimo: la principale critica mossa dagli addetti ai lavori è che le pubblicità abbiano un ruolo importante nella capacità di distinguere il gioco legale da quello illecito. Addirittura un gruppo di ricercatori della australiana CQUniversity di Bundaberg, su commissione della Victorian Responsible Gambling Foundation, un’organizzazione creata dal Parlamento vittoriano per affrontare i problemi legati al gioco d’azzardo, ha chiesto di indagare l’effetto della pubblicità sugli scommettitori. Tramite test specifici, si è così scoperto che nella maggior parte dei casi la pubblicità invoglia ad un atteggiamento più prudente quando si scommette.

Insomma per il momento il governo ha preso la sua decisione sollevando un certo consenso popolare e allo stesso modo lo scontento degli addetti ai lavori. Pare comunque che un dossier stilato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze dimostri come il PREU (prelievo erariale unico) sulle giocate resterà prevalentemente lo stesso nei prossimi 5 anni, cioè non vi saranno ridimensionamenti dei volumi di gioco (almeno il governo non ne ha previsti). Ergo è lecito aspettarsi che le scommesse sportive festeggeranno anche i 25 anni e in perfetta salute.

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