Ritrovata l’Ottava Meraviglia del Mondo, scomparsa da 131 anni

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Dipinto di Charles Blomfield (1890).

Il 10 giugno 1886 ci fu un’eruzione vulcanica potentissima sull’Isola Nord della Nuova Zelanda, precisamente nei pressi del Lago Rotomahana.

Il magma pressurizzato salì dalle profondità verso il lago, scatenando una serie di vaste esplosioni e flussi di lava.

Si stima che quell’eruzione rilasciò tanta energia quanto quella che rilascerebbe la più grande arma nucleare mai detonata, la Bomba dello Zar.

È possibile, inoltre, che quell’eruzione distrusse l’ottava meraviglia del mondo, ovvero le Terrazze Bianche e Rosa.

Queste, infatti, conosciute anche con il nome di ‘fontana del cielo nuvoloso‘ (rosa) e ‘roccia tatuata‘ (bianca) furono originariamente formate dal lento accumulo di depositi ricchi di salice.

Da quell’eruzione, però, si persero le tracce delle terrazze.

Ebbene, dopo 151 anni di ricerca, un articolo pubblicato sulla rivisita Journal of New Zealand Studies racconta di una scoperta eccezionale.

Tutto questo grazie al rinvenimento del diario di un geologo dell’Ottocento, il dottor Ferdinand von Hochstetter, recuperato nel 2010, approfondito di recente da un bibliotecario di ricerca e da uno storico, Rex Bunn e Sasha Nolden, che sono giunti alla conclusione di saper descrivere con precisione l’ubicazione delle scomparse Terrazze di Rosa e di Bianco.

Secondo le analisi dei due ricercatori le terrazze erano suddivise in tre parti e non furono rinvenute nel Lago Rotomahana ma altrove, in prossimità di altre sorgenti geotermiche.

Essi sostengono che le descrizioni usate dai colonialisti britannici di quel periodo erano fantasiose e non particolarmente accurate.

Affermando che il loro margine di errore è di appena 35 metri, gli esperti hanno invitato le autorità ad avviare una spedizione geologica per confermare se abbiano ragione.

Se sarà così, i due avranno risolto uno dei misteri più suggestivi della Scienza.

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