Nuove professioni: home stager. Ecco di cosa si tratta

Arianna Di Carlantonio, home stager di Teramo, aiuta i proprietari a vendere casa in modo veloce e redditizio.

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C’è una professione nata negli USA che si sta affermando sempre di più anche in Italia, e l’Abruzzo non fa eccezione.

Si tratta dell’home staging, la valorizzazione immobiliare: con pochi tocchi, tutti temporanei, è in grado di cambiare volto a un’abitazione per farla spiccare tra mille annunci e realizzare una vendita veloce e redditizia.

«Gli home stager sono sempre più ricercati, anche qui da noi, perché offrono un servizio che fa la differenza in un mercato immobiliare ancora fermo. Il nostro, poi, è un territorio difficile, perché colpito dal terremoto e dallo spopolamento. Ecco perché, quando si vende casa, è importante mettersi nelle condizioni migliori per attirare compratori. L’home stager fa proprio questo, valorizzando il prodotto-casa»: questo il parere di Arianna Di Carlantonio, home stager di Teramo e membro di Home Staging Lovers, l’associazione professionale nazionale che riunisce un centinaio fra i migliori home stager italiani.

Arianna Di Carlantonio

Arianna Di Carlantonio ha 35 anni e ha intrapreso la carriera di home stager dopo gli studi in interior design allo IED di Roma. Originaria di Montorio al Vomano, ora ha la sua attività a Roseto degli Abruzzi e lavora in tutta la provincia di Teramo.

«Ho scoperto questa professione girando sul web e mi si è accesa la lampadina –racconta–: era l’opportunità per mettere a frutto i miei studi e anche la mia passione per grafica e fotografia. I settori tradizionali stanno vivendo un momento di crisi e le opportunità, soprattutto in Abruzzo, sono poche. Ho quindi frequentato una scuola a Roma, circa un anno fa, e poi ho cominciato con i primi allestimenti: i risultati arrivano e il pubblico comincia a conoscere questo mondo».

Il lavoro di Arianna è “mettere in scena” la casa per attirare i potenziali compratori. Interviene su abitazioni vuote o arredate e le sistema in modo mirato per la vendita, progettando solo interventi temporanei. Il suo servizio comprende anche un book fotografico professionale.

«Amo vedere la gioia negli occhi dei proprietari quando consegno loro le foto della loro casa risistemata –racconta–. Per me non esistono case brutte, si tratta di portare alla luce i loro punti di forza. La particolarità dell’home staging sta però nel fatto che non si cuce la casa sui proprietari, ma si crea un prodotto che dovrà essere venduto a un target ampio».

Per far questo Arianna segue un metodo rigoroso: «Comincio con sopralluogo, un preventivo e un report degli interventi. Poi passo all’allestimento, con i materiali che gestisco con un piccolo magazzino. Normalmente in una settimana, massimo due, concludo il lavoro con la consegna del servizio fotografico, che realizzo personalmente».

I costi? «Dipendono dalle dimensioni dell’immobile e dalla presenza o meno degli arredi. Per una casa abitata si parte da poche centinaia di euro, superando i 1.000 solo in caso di metrature davvero ampie; per una casa vuota, invece, 1.000 euro è il prezzo di partenza. In ogni caso la cifra richiesta non supera mai il 2% del valore dell’immobile».

Affidarsi a un home stager è un investimento che permette ai proprietari di vendere la casa più velocemente (in media in 58 giorni, contro la i 7,3 mesi che secondo Bankitalia ci vogliono nel Centro Italia per le vendite tradizionali). E si rivela la scelta giusta anche per chi si occupa di micro ricettività: «Sulla costa io lavoro moltissimo su locazioni e case vacanza –conferma Di Carlantonio–. Anche se il territorio è difficile, in Abruzzo ci sono importanti opportunità da cogliere. Ormai le home stager sono un buon numero: ho trovato una rete di colleghe molto preparate e la nostra professione sta diventando sempre più conosciuta e apprezzata».

Porte aperte, dunque, a chi vuole mettere a frutto la propria passione per la casa e il design. Evitando però l’improvvisazione, come consiglia l’associazione nazionale Home Staging Lovers: «Si può diventare home stager da zero se si seguono corsi mirati. Bisogna acquisire competenze di marketing immobiliare, interior design e fotografia» spiegano Fosca de Luca e Michela Galletti, presidente e vicepresidente dell’associazione, che garantisce ai propri iscritti un percorso professionalizzante in scuole riconosciute e Milano, Roma e Bologna. Si parte con corsi base e poi si frequentano moduli specifici, per acquisire competenze nei campi in cui si è meno esperti e per essere aggiornati sugli ultimi trend.

Con la preparazione giusta e un piccolo investimento iniziale, soprattutto per crearsi un magazzino di arredi e complementi per allestire le case dei clienti, si è pronti per cominciare l’attività. Un’opportunità che riscuote successo in particolare tra le donne: «La stragrande maggioranza dei nostri associati è donna –affermano Fosca de Luca e Michela Galletti–. Anche perché questo è un lavoro autonomo, molto flessibile, che permette di ritagliarsi spazi per la famiglia e mettere a frutto la propria creatività. Alcune cominciano a piccoli passi, per reinventarsi o dotarsi di una nuova specializzazione, ma abbiamo anche giovani socie che puntano da subito su questa carriera. Quando ci si costruisce un buon giro e si creano relazioni soprattutto con le agenzie immobiliari, diventa un’occupazione a tempo pieno».

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